Se volete fare un salto indietro nel tempo, la collezione Bonelli vi offre uno spaccato della Napoli che fu attraverso oltre ventimila testimonianze.Lettere, locandine, abiti e oggetti rari che vengono conservati con amore nella cosiddetta “stanza delle meraviglie”.

“Si tratta dell’unica raccolta antropologica mai fatta finora ed è il frutto di una passione per Napoli, sotto ogni aspetto”, dice il collezionista e storico Gaetano Bonelli. La raccolta è il frutto di giri per mercatini, aste e donazioni durante il corso di una vita e, visto che Bonelli resta ancora lontano dai 50 anni, il numero dei ventimila pezzi in catalogo potrebbe crescere ancora. Le venti aree tematiche consentirebbero di fare una mostra alla settimana: trasporti, urbanistica, igiene (con i primo bidet del 1800), commercio, spettacolo (cinema, circo, teatro) con reperti dal ‘500 alla prima metà secolo scorso, il cui corpus principale è tra gli anni ‘700-‘800.

Bottiglie di birre e di profumi, cravatte, abiti e scarpe. Senza contare le testimonianze storiche che riguardano la mobilità e anche l’immigrazione. Locandine, lettere e testimonianze di quando erano i napoletani a partire per gli altri paesi. Anche la compagnia del Titanic salpava da Napoli agli inizi del secolo scorso. E Bonelli espone il manifesto nello spazio dedicato a Napoli all’ interno dell’immobile della Casa dello Scugnizzo, a Materdei, pochi passi fuori dalle mura del centro storico di Napoli. La collezione Bonelli ci arriva dopo oltre 10 anni di pellegrinaggio tra varie strutture e mille promesse mai concretizzate. Dallo sgabuzzino al Museo Napoli, il primo traguardo della collezione Bonelli tagliato a ottobre 2017. Da allora, la sede è diventata meta di molti turisti e di scolaresche.

Tonia Limatola

My blog tonialimatola.wordpress.com/